articoli scientifici

Come dormire bene

Come dormire bene

Un sonno di cattiva qualità è diventato troppo comune in un mondo stressato, super impegnato e caffeinomane. Secondo gli studi di PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia), il sonno è un momento fondamentale di ricarica energetica per il sistema immunitario…

Gestire lo stress nel qui ed ora

Gestire lo stress nel qui ed ora

Gestire lo stress non è facile in un mondo in cui si è bombardati dalla necessità di fare e correre, di essere veloci ed efficienti, di sottostare a regole e ritmi imposti, di avere a che fare con situazioni e persone che non sono in sintonia con il nostro essere...Eppure la vita è anche questo. Quali soluzioni pratiche puoi utilizzare?

Gli effetti dell'esposizione in età precoce e uterina agli Interferenti endocrini (EDC)

Gli effetti dell'esposizione in età precoce e uterina agli Interferenti endocrini (EDC)

Che il tasso di obesità sia in costante crescita è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi decenni, i ricercatori si sono chiesti se ci potessero essere delle cause ambientali sottostanti che spiegassero questo trend, in associazione all'aumentato introito calorico e lo stile di vita sedentario.  

MANGO: un frutto zuccherino che fa bene anche ai diabetici

MANGO: un frutto zuccherino che fa bene anche ai diabetici

Mango: un frutto tropicale che da alcuni anni viene coltivato anche in Europa, è conosciuto per il suo sapore dolcissimo e la consistenza morbida e succosa, quando ben maturo. La sua ricchezza in antiossidanti e vitamine ne fa uno dei frutti dal maggiore potere terapeutico...

Ecco perchè dovresti eliminare gli zuccheri raffinati dalla tua dieta

Quando mi accingo a parlare con i miei pazienti del modo in cui mangiano, nella maggiorparte dei casi emerge una scarsa consapevolezza di quali siano gli alimenti che li fanno aumentare di peso. Sono convinti di mangiare già molto bene e non riescono a rendersi conto del perchè continuino ad ingrassare. 

E in effetti, il problema di IMPARARE A FARE LA SPESA, di schivare alcuni alimenti tra i banchi del supermercato a favore di altri, può rivelarsi una sfida di non poco conto, che può indurre le persone ad abbandonare il percorso terapeutico perchè ritenuto troppo difficile e complicato.

Una storia che spesso ci si autoracconta per giustificare il fatto di non riuscire a dimagrire, è poi quella del cosiddetto "social eating", cioè del "mangiare in compagnia"; ecco cosa mi riferiscono i pazienti: sa dottoressa, ho sempre tanti pranzi, cene, spesso devo mangiare fuori, sono invitato a compleanni e feste e allora non ho la possibilità di fare scelte sane, o non so proprio come fare per evitare di mangiare certi cibi". 

In questa puntata del blog allora voglio parlarti di uno degli alimenti, forse il primo in classifica, che a tua "insaputa" ti sta facendo ingrassare quasi senza accorgertene... Parlo degli zuccheri raffinati.

Cosa intendo per zuccheri raffinati? Zuccheri lavorati industrialmente o la semplice molecola del glucosio, usati per dolcificare gli alimenti di tutti i giorni, che hanno un forte potere dolcificante e la capacità di causare alti e bassi della glicemia nel sangue. Vogliamo citare alcuni tra i più utilizzati dall'industria alimentare?

- Saccarosio (il comune zucchero bianco o sucrosio dall'inglese)

- glucosio (o destrosio)

- sciroppo di glucosio (da riso o mais) o glucosio-fruttosio

Alla lista possiamo aggiungere anche altri dolcificanti di sintesi che, sebbene non abbiano calorie e non provochino direttamente picchi glicemici, possono a lungo andare alterare i centri della fame e della sazietà (aspartame, acesulfame K). Sono i dolcificanti più utilizzati nelle bevande "light" o "zero calorie" o nei dolcificanti per chi è a dieta (!!!).

Il problema di questi zuccheri non è dato da un consumo saltuario e di piccole quantità (massimo un cucchiaino), che sarebbero in questo modo quasi ininfluenti sulla glicemia, ma dal fatto che, purtroppo, queste sostanze si ritrovano in modo praticamente TOTALE negli alimenti industriali degli scaffali dei supermercati. In genere inoltre, nelle etichette nutrizionali si ritrovano tra i primi ingredienti, il che significa che sono presenti in grande quantità.

Ma perchè l'industria alimentare mette lo zucchero in così tanti prodotti? 

Diamo uno sguardo alla letteratura scientifica e vediamo cosa dicono gli studi. Dalla ricerca degli ultimi anni emergono dati interessanti: uno studio su topi ha dimostrato che il consumo di zuccheri raffinati e del sapore molto dolce può superare il desiderio di consumare cocaina, cioè il sapore dolce crea una dipendenza che è maggiore di quella che crea la cocaina...! Ecco qualche link agli studi:

 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17668074

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24602027

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28179221

In pratica più zucchero consumi e più ne desideri, peggio di una droga pesante...! Con modifiche anche della corteccia cerebrale frontostriatale implicata nelle dipendenze. E cosa succede quando non consumi una droga da cui sei dipendente? Diventi nervoso! Quindi, se non consumi al più presto altro zucchero, potresti sperimentare sintomi come ansietà, tristezza, nervosismo e non sapere nemmeno perchè.

E ovviamente questo ti induce a comprare determinati prodotti al supermercato, di cui non riesci a fare a meno. Prodotti che molto spesso, oltre a zuccheri, nascondono dentro grassi saturi e idrogenati altamente calorici ed infiammatori.

E adesso che l'Estate è alle porte, il problema degli zuccheri sale alle stelle, con la continua ricerca di gelati soprattutto industriali, bevande zuccherate rinfrescanti e quant'altro per combattere il caldo e farsi uno snack in spiaggia. Quel "semplice ghiacciolo" di frutta, almeno così c'e' scritto nell'etichetta...in realtà è tutto tranne che frutta ghiacciata!!!

Ma vediamo cosa dicono gli ultimi studi scientifici in merito agli effetti psico-fisici del consumo cronico (e spesso inconsapevole) di zuccheri raffinati (e anche di grassi saturi che spesso si accompagnano ai primi...):

1) Alterazioni della memoria con danni dell'ippocampo, quella parte del cervello implicata nei processi mnemonici

Studi recentissimi hanno trovato una correlazione tra il consumo di zuccheri raffinati, grassi saturi e alterazioni del microbiota intestinale: in pratica la disbiosi intestinale, attraverso la maggiore permeabilità della barriera mucosale, favorirebbe il passaggio di sostanze tossiche al cervello, promuovendo neuroinfiammazione e disfunzioni cognitive. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28194099

2) Sviluppo di Alzheimer preclinico

Un recente studio ha mostrato come il consumo di bevande zuccherate giornaliero conduca ad una riduzione del volume cerebrale totale ed ippocampale ed una peggiore performance nei test della memoria episodica, tutti markers di Demenza di Alzheimer preclinica. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28274718

3) Accumulo di grasso e obesità

Sempre attraverso la promozione di una disbiosi intestinale, una dieta ricca di zuccheri raffinati e grassi saturi, condurrebbe all'accumulo di grasso. Come? Uno studio del 2017 pubblicato su Physiology and Behaviour ha mostrato, in topi sottoposti a questo tipo di dieta, una notevole riduzione dei Lattobacilli intestinali, a favore di Clostridi e Bacilli, associati con danno al fegato, espressione di citochine infiammatorie, aumentata permeabilità intestinale e la perdita di terminazioni nervose dall'intestino al Nucleo vagale del Tratto Solitario (NTS) con attivazione della microglia, cioè neuroinfiammazione. Questa alterazione delle comunicazioni "gut-brain" cioè dell'ormai ben conosciuto asse "intestino-cervello" tra intestino e Nucleo vagale del Tratto Solitario potrebbe condurre ad alterazione dei segnali di accumulo adiposo e quindi ad obesità. Ecco il link dello studio: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28249783

Alla luce di quanto visto sopra, l'unica strategia che puoi attuare per difenderti da questa epidemia globale di obesità, demenza, disbiosi intestinale, diabete, malattie cardiovascolari...è IMPARARE a gestire la tua salute in modo nuovo. IMPARARE A FARE LA SPESA, COME EVITARE GLI ZUCCHERI RAFFINATI, scoprire quali sono le alternative salutari da preferire, quali alimenti puoi mangiare in tutta tranquillità e in che quantità.

La salute è un cammino fatto di conoscenza, perseveranza e buona volontà. La parola IMPOSSIBILE non esiste se hai deciso di prenderti cura della tua salute e volerti bene davvero, al di la delle mode e delle cene sociali...!!!

Se hai bisogno di un aiuto per imparare a mangiare in modo diverso ma non sai da che parte cominciare...contattami per una consulenza on-line e ti seguirò nel tuo percorso di benessere.

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pratica di pulizia dell'intestino e yoga

Lo "Shanka Prakshalana" è una pratica detox yoga di purificazione dell'intestino, caratterizzata dall'alternarsi di esercizi yoga e dell'assunzione di acqua calda salata in precisi dosaggi, che ha lo scopo di pulire in profondità tutto l'apparato digerente, dalla bocca all'ano. 

Questa pratica andrebbe eseguita almeno 1-2 volte all'anno, soprattutto durante i cambi di stagione. Simile ad un'idrocolonterapia, rispetto a quest'ultima lo Shanka Prakshalana ha il vantaggio di arrivare a pulire anche le parti alte dell'apparato digerente, mentre l'idrocolon terapia si ferma alla valvola ileocecale e quindi ripulisce soltanto il colon.

Ho fatto qualche domanda a Lara Magliocchetti, insegnante di yoga e psicologa, sul legame tra questa pratica di pulizia intestinale e lo yoga.

 Quanto tempo serve per lo Shanka Prakshalana?

"L'ideale è dedicarci un’intera giornata che deve essere esclusivamente concentrata sulla pratica yoga e al riposo e che deve essere preceduta da accortezze alimentari che devono coinvolgere l’intera dieta. È importante quindi arrivare preparati all’esercizio yoga e avere ben chiare quali sono le sue finalità che, come sempre quando si parla di yoga, non hanno solo a che fare con il fisico ma anche con la mente". 

Perchè è importante da un punto di vista psicosomatico eseguire il lavaggio dell'intestino?

Questa particolare pratica yoga coinvolge in particolare l’intestino. Non a caso l’intestino viene definito anche secondo cervello o cervello emotivo e mai definizione fu più descrittiva di tutti gli aspetti che lo coinvolgono, che non hanno solo a che fare con le funzioni fisiche ma anche quelle emotive, in particolare tutte le emozioni che celiamo nel profondo e difficilmente vengono a galla se non ci dedichiamo alla pratica in maniera esclusiva. C’è infatti una profonda relazione fra il nostro stato emotivo e lo stato di salute del nostro intestino. Basta pensare a quando viaggiamo, siamo distanti dalle nostre situazioni di comfort e l’intestino reagisce in maniera soggettiva, c’è chi sta continuamente alla ricerca di un bagno e chi soffre della problematica contraria. Stesso effetto ha lo stress che porta l’intestino a reagire in maniera diversa in base al nostro stato emotivo. Nel nostro intestino ci sono tra i 400 e i 600 milioni di neuroni e viene sintetizzato il 95% della serotonina, ossia l’ormone del buonumore. Per poter rendere attivi tutti questi neuroni il nostro intestino deve essere pulito. Lo yoga rende protagonista l’intestino nelle pratiche depurative che, secondo tradizione, dovrebbero essere praticate ancor prima delle asana. La pratica purificativa è essenziale e ne sentirete i benefici anche sull’umore e l’energia, con la pulizia si ritrova energia, la mente è più lucida, ci si sente leggeri e si hanno delle sensazioni positive". 

In merito alla pulizia dell'intestino non posso che esser d'accordo con le parole di Lara: un intestino carico di tossine, con una mucosa infiammata e permeabile (si parla proprio di sindrome da aumentata permeabilità intestinale" o "Leaky gut syndrome") genera patologia sia in loco (intolleranze alimentari, disbiosi intestinale, gonfiore, diarrea o stitichezza) e a distanza, a cominciare dal fegato, organo filtro che per primo riceve dall'intestino tossine da smaltire.

Il lavaggio dell'intestino è un ottimo metodo per prevenire patologie intestinali più gravi: tuttavia in caso di Morbo di Crohn o Rettocolite Ulcerosa o altre patologie infiammatorie importanti è meglio evitare questa pratica perchè, come la idrocolonterapia, comunque va a "stimolare" una lieve infiammazione a livello di mucosa.

Approfondiremo insieme nel mio prossimo articolo blog come mangiare prima e dopo la pratica del lavaggio intestinale. Se vuoi saperne di più sugli esercizi yoga associati alla pratica, ti invito a consultare il sito di Lara, che si occupa approfonditamente di questi aspetti, ecco il link: http://www.yogapadova.eu/

Alla prossima...Stay tuned!

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