Gli effetti dell'esposizione in età precoce e uterina agli Interferenti endocrini (EDC)

Che il tasso di obesità sia in costante crescita è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi decenni, i ricercatori si sono chiesti se ci potessero essere delle cause ambientali sottostanti che spiegassero questo trend, in associazione all'aumentato introito calorico e lo stile di vita sedentario.  

Esistono ormai considerevoli evidenze che suggeriscono come una precoce esposizione a sostanze chimiche ambientali sintetiche giochi un ruolo importante nell'epidemia di obesità e sindrome metabolica, oltre alla già riconosciuta capacità di alterare gli assi endocrini sessuali.

Il numero delle nuove sostanze chimiche registrate è salito da 25 a 100 milioni dal 2005 al 2015...!! Sostanze chimiche con cui veniamo a contatto tramite prodotti dell'agricoltura, dell'industria, dispositivi elettronici, prodotti per l'igiene personale e molto altro.

Una recente analisi approfondita della letteratura scientifica (review) pubblicata a Marzo di quest'anno sulla rivista "Diabetes, Metabolic Syndrome and Obesity: Targets and Therapy" ha analizzato i rapporti tra l'esposizione precoce (in utero, durante l'allattamento e la prima infanzia) ad alcuni dei più diffusi interferenti endocrini e lo sviluppo di sindrome metabolica, sia direttamente che, indirettamente, quale aumentato fattore di rischio per lo sviluppo di basso peso alla nascita.

La review si è focalizzata, in particolare, sulle seguenti sostanze:

- Clorphyrifos: insetticida organofosfato, rilevato nei sistemi acquatici e in molti alimenti, come frutta, verdura, legumi, cereali, latticini, carne, pesce, uova. 

- Imidacloprid: trovato nel terreno e nei sistemi acquatici, oltre che in frutta e verdura

- Glifosato: uno dei pesticidi più utilizzati per la coltivazione dei cereali

- Metalli pesanti: mercurio, cadmio e piombo

- Acrilamide: una sostanza chimica che si ritrova negli alimenti processati industriali (soprattutto fritti), prodotta dalla reazione tra l'aminoacido asparagina e molecole di zucchero

- Ritardanti di fiamma (PBDE o difenil-eteri polibromurati), reperibili in numerosi prodotti industriali come dispositivi elettronici, materiali plastici vari.

I risultati della review sono molto chiari: "c'è una crescente evidenza che l'esposizione precoce, in utero e nella prima infanzia, agli interferenti endocrini possa giocare un ruolo significativo nell'epidemia globale di obesità".

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5370400/

Se ti interessa l'argomento, leggi anche questo mio articolo del blog in cui ti spiego meglio cosa sono gli interferenti endocrini, dove si trovano e come fare per contrastarne gli effetti dannosi:

https://www.foodmindandhealth.com/news/2016/7/10/le-insidie-dei-nuovi-obesogeni-gli-interferenti-endocrini?rq=interferenti%20endocrini

 

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