pratica di pulizia dell'intestino e yoga

Lo "Shanka Prakshalana" è una pratica detox yoga di purificazione dell'intestino, caratterizzata dall'alternarsi di esercizi yoga e dell'assunzione di acqua calda salata in precisi dosaggi, che ha lo scopo di pulire in profondità tutto l'apparato digerente, dalla bocca all'ano. 

Questa pratica andrebbe eseguita almeno 1-2 volte all'anno, soprattutto durante i cambi di stagione. Simile ad un'idrocolonterapia, rispetto a quest'ultima lo Shanka Prakshalana ha il vantaggio di arrivare a pulire anche le parti alte dell'apparato digerente, mentre l'idrocolon terapia si ferma alla valvola ileocecale e quindi ripulisce soltanto il colon.

Ho fatto qualche domanda a Lara Magliocchetti, insegnante di yoga e psicologa, sul legame tra questa pratica di pulizia intestinale e lo yoga.

 Quanto tempo serve per lo Shanka Prakshalana?

"L'ideale è dedicarci un’intera giornata che deve essere esclusivamente concentrata sulla pratica yoga e al riposo e che deve essere preceduta da accortezze alimentari che devono coinvolgere l’intera dieta. È importante quindi arrivare preparati all’esercizio yoga e avere ben chiare quali sono le sue finalità che, come sempre quando si parla di yoga, non hanno solo a che fare con il fisico ma anche con la mente". 

Perchè è importante da un punto di vista psicosomatico eseguire il lavaggio dell'intestino?

Questa particolare pratica yoga coinvolge in particolare l’intestino. Non a caso l’intestino viene definito anche secondo cervello o cervello emotivo e mai definizione fu più descrittiva di tutti gli aspetti che lo coinvolgono, che non hanno solo a che fare con le funzioni fisiche ma anche quelle emotive, in particolare tutte le emozioni che celiamo nel profondo e difficilmente vengono a galla se non ci dedichiamo alla pratica in maniera esclusiva. C’è infatti una profonda relazione fra il nostro stato emotivo e lo stato di salute del nostro intestino. Basta pensare a quando viaggiamo, siamo distanti dalle nostre situazioni di comfort e l’intestino reagisce in maniera soggettiva, c’è chi sta continuamente alla ricerca di un bagno e chi soffre della problematica contraria. Stesso effetto ha lo stress che porta l’intestino a reagire in maniera diversa in base al nostro stato emotivo. Nel nostro intestino ci sono tra i 400 e i 600 milioni di neuroni e viene sintetizzato il 95% della serotonina, ossia l’ormone del buonumore. Per poter rendere attivi tutti questi neuroni il nostro intestino deve essere pulito. Lo yoga rende protagonista l’intestino nelle pratiche depurative che, secondo tradizione, dovrebbero essere praticate ancor prima delle asana. La pratica purificativa è essenziale e ne sentirete i benefici anche sull’umore e l’energia, con la pulizia si ritrova energia, la mente è più lucida, ci si sente leggeri e si hanno delle sensazioni positive". 

In merito alla pulizia dell'intestino non posso che esser d'accordo con le parole di Lara: un intestino carico di tossine, con una mucosa infiammata e permeabile (si parla proprio di sindrome da aumentata permeabilità intestinale" o "Leaky gut syndrome") genera patologia sia in loco (intolleranze alimentari, disbiosi intestinale, gonfiore, diarrea o stitichezza) e a distanza, a cominciare dal fegato, organo filtro che per primo riceve dall'intestino tossine da smaltire.

Il lavaggio dell'intestino è un ottimo metodo per prevenire patologie intestinali più gravi: tuttavia in caso di Morbo di Crohn o Rettocolite Ulcerosa o altre patologie infiammatorie importanti è meglio evitare questa pratica perchè, come la idrocolonterapia, comunque va a "stimolare" una lieve infiammazione a livello di mucosa.

Approfondiremo insieme nel mio prossimo articolo blog come mangiare prima e dopo la pratica del lavaggio intestinale. Se vuoi saperne di più sugli esercizi yoga associati alla pratica, ti invito a consultare il sito di Lara, che si occupa approfonditamente di questi aspetti, ecco il link: http://www.yogapadova.eu/

Alla prossima...Stay tuned!

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