Prevenire le allergie stagionali - parte 2

Nel mio precedente articolo abbiamo visto quali sono i principali fattori che incidono sui sintomi allergici e come fare per ridurli. In questa seconda parte, vediamo insieme come i fattori:

1) inquinamento elettromagnetico: cellulari, tablet, wifi, routers, etc...

2) stress psicofisico

3) carenza di sonno ed alterazione dei ritmi sonno-veglia

possano influire sui sintomi allergici. Come già spiegavo, questi tre fattori possono aumentare i sintomi allergici alterando  il delicato equilibrio del sistema immunitario, attore fondamentale della modulazione antinfiammatoria ed antiallergica, facendo pendere la bilancia dei linfociti Th1-Th2 verso i Th2, che inducono i sintomi allergici.

Il tassello che collega inquinamento elettromagnetico e carenza di sonno si chiama MELATONINA.

Come ho già spiegato in altri articoli, la melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola epifisi. Questa ghiandola, posta in mezzo agli emisferi cerebrali, si comporta come un'antenna elettromagnetica: essendo molto sensibile alle onde elettromagnetiche, una prolungata ed eccessiva esposizione a questo tipo di onde può facilmente alterarne il funzionamento: questo si tradurrà in una ridotta produzione di melatonina.

La melatonina, in PNEI, Psico Neuro Endocrino Immunologia, è una molecola segnale fondamentale che esplica numerose funzioni: 

1) Regola i ritmi sonno-veglia, con l'aiuto dei cicli luce-buio

L'alternarsi di luce e buio è fondamentale per la corretta sintesi di melatonina, che normalmente ha un picco di produzione intorno alle ore 2,00-3,00 del mattino. Con le prime luci del mattino, la sua produzione va ad azzerarsi. Per questo è molto importante, al risveglio, aprire le finestre, alzare le tapparelle, fare entrare luce naturale, anzichè accendere luci artificiali in casa. Il contatto il più naturale possibile con la luce del sole aiuta a regolare la produzione di melatonina. Stessa cosa la sera con l'arrivo del buio: stare svegli fino a notte fonda con luci accese o, peggio ancora, essere obbligati per motivi di lavoro a stare svegli di notte e dormire di giorno, altera la produzione di melatonina ed il suo picco notturno.

2) Promuove l'attività dei linfociti Th1

"L'immunità si gioca di notte". Questa frase è ben nota agli esperti di PNEI. La notte infatti è il tuo momento di ricarica energetica ed immunitaria, è il momento in cui gli ormoni melatonina e GH (ormone della crescita) hanno il loro picco ed entrambi sono necessari per promuovere l'attività dei linfociti Th1, le sentinelle che proteggono dai tumori e dalle infezioni virali. Al contempo viene così modulata l'attività dei linfociti Th2, che sono invece implicati nei sintomi allergici e nella lotta alle infezioni parassitarie. Disturbi del sonno caratterizzati da risvegli notturni frequenti, potrebbero essere spia di un'alterazione della produzione di melatonina e della necessità di una terapia.

3) Ha azione antiossidante ed anti-age

Le malattie infiammatorie sono caratterizzate da stress ossidativo. In particolare, malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide, si associano frequentemente a disturbi del sonno con risvegli notturni ed alterata produzione di melatonina. Come un cane che si morde la coda, la riduzione nella produzione di melatonina causerà aumento dei livelli di infiammazione e stress ossidativo, che a loro volta causeranno aumento del dolore e cattiva qualità del sonno.

Stress psico-fisico ed allergie

Situazioni di stress psico-fisico possono peggiorare i sintomi di allergie: hai mai fatto caso che quando sei rilassato e sereno puntualmente migliorano intolleranze alimentari e sintomi allergici? Ma perchè accade questo? Come possiamo spiegarcelo?

Il tassello che collega stress psico-fisico ed allergie si chiama CORTISOLO. Questo ormone viene liberato dalle ghiandole surrenali per aiutarti ad affrontare situazioni di stress acuto. Quando però sei cronicamente sotto stress, il rilascio prolungato di cortisolo avrà ripercussioni negative sul sistema immunitario, ancora una volta abbassando l'immunità Th1 a favore di quella Th2. Anche in questo caso, il risultato sarà una maggiore tendenza a contrarre infezioni virali e a manifestare sintomi allergici.  

COSA PUOI FARE, A LIVELLO PRATICO???

1) Evita di soggiornare in modo prolungato in ambienti wi-fi ed utilizza computers, cellulari, tablets il tempo necessario, tenendo in mano il telefono il meno possibile ed avendo cura di utilizzare l'auricolare o il vivavoce soprattutto per chiamate lunghe. Se lavori al computer, usa degli schermi protettivi, ad esempio le lampade di sale rosa dell'Himalaya.

 

2) Cerca di alzarti con le prime luci del mattino ed andare a dormire presto, intorno alle ore 22,00; possibilmente cerca di avere degli orari fissi, per aiutare la corretta sintesi e pulsatilità degli ormoni melatonina e GH.

3) Impara a gestire lo stress psico-fisico: esistono moltissime tecniche per ridurre lo stress: dalle tecniche di respirazione, alla meditazione, allo yoga, all'EFT e molte altre.

Puoi leggere qui il mio articolo sui benefici riconosciuti della meditazione.

Puoi anche approfondire l'argomento leggendo qualcosa sui benefici della respirazione yoga per combattere ansia e stress: io per prima, praticando yoga da 5 anni, ho potuto osservare e toccare con mano i benefici immediati sul mio corpo di queste tecniche. 

 

Ti lascio un esercizio anti-stress molto valido, che puoi affettuare 5 minuti al mattino prima di alzarti e 5 minuti la sera prima di dormire, sdraiato comodamente: metti sulla pancia un piccolo peso, come un libro o un pacco di sale e gonfia la pancia come un palloncino, respirando profondamente e contando fino a 5; trattieni un attimo il respiro; infine sgonfia la pancia più che puoi, portando l'ombelico più in dentro possibile, verso la colonna vertebrale. Ripeti l'esercizio per 5 minuti. 

 

4) Integratori di melatonina: ti consiglio di evitare la melatonina ponderale (1 mg e 5 mg le formulazioni che si trovano in commercio): questi dosaggi infatti non sono adatti a riequilibrare la ghiandola epifisi, causandone invece un blocco a lungo termine.

La medicina fisiologica di regolazione (PRM), utilizza dosaggi bassissimi di melatonina, gli stessi con cui questa sostanza viaggia normalmente nel sangue. Se ti interessa saperne di più e pensi che potresti avere bisogno di un aiuto contattami per un incontro in ambulatorio o una consulenza on-line

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