Vincere la depressione stagionale con i cibi giusti

Non mi stancherò mai di ripetere quanto la natura sia benevola e come ogni stagione ci riempia le tavole della frutta e della verdura più ricche delle sostanze che ci servono in quel determinato momento.

L'autunno è una stagione di cambiamento, che ci prepara al freddo invernale. In questa stagione i nostri occhi e la ghiandola epifisi devono abituarsi alla riduzione delle ore di luce, il nostro termostato interno, l'ipotalamo, deve regolarsi per mantenerci più caldi, il nostro sistema immunitario deve essere potenziato per difenderci dai virus e batteri.

Continuiamo ad esplorare la frutta e la verdura dell'autunno: cosa contengono?

Arance, clementine, kiwi, melograni, cavoli, broccoli, contengono straordinarie quantità di vitamina C. 100g di melograno contengono il 40% del fabbisogno giornaliero di questa vitamina, che si aggira sugli 85-105 mg/die (fabbisogno raccomandato; il fabbisogno medio è invece di 60 mg/die). Un estratto di melograno e mela, ad esempio, potrebbe essere un'ottima idea a colazione o a merenda.

La vitamina C ci protegge dalle infezioni ed è uno speciale sostegno per la sintesi di ormoni antistress nella ghiandola surrenale, nonchè del 5-idrossitriptofano (5-http), precursore della serotonina e quindi anche della melatonina, che viene sintetizzata a partire dalla serotonina. La melatonina è prodotta, in particolare, dalla ghiandola epifisi, il nostro sensore interno della luce, ma anche dal midollo osseo e dalla retina. 

Melatonina e serotonina in concentrazione equilibrata sono fondamentali in autunno per sostenere il cambio di stagione ed il tono dell'umore, che, in soggetti predisposti, tende ad abbassarsi al diminuire delle ore di luce. E questo fenomeno si accompagna al bisogno di mangiare e spiluccare di più, soprattutto dolci. 

Zucca, kaki, carote sono ricchi di beta-carotene, il precursore della vitamina A, che viene sintetizzata a partire da esso nel nostro organismo. La vitamina A protegge gli epiteli e le mucose, rendendole resistenti all'attacco dei germi, inoltre migliora la visione notturna.

Vitamina A e C, insieme a tutti gli altri composti fenolici, ad esempio pensiamo agli antociani del radicchio rosso, sono antiossidanti e quindi aiutano a proteggerci dall'infiammazione e dallo stress ossidativo.

La ricerche scientifiche in campo di PNEI hanno ormai chiaramente evidenziato come la depressione possa esser considerata una vera e propria patologia infiammatoria, caratterizzata da aumento nel sangue di sostanze chiamate "citochine" infiammatorie; in particolare interleukina 1 e 6.

I soggetti depressi, ci dicono studi recenti, consumano poca frutta e verdura e pochi cereali integrali e tendono ad essere in sovrappeso e carenti di molti micronutrienti chiave, presenti in abbondanza nel regno vegetale, in particolare acido folico, magnesio e vitamine del gruppo B. In un circolo vizioso, la carenza di frutta e verdura conduce ad acidosi tissutale, quindi infiammazione cronica e conseguente aumento dei sintomi depressivi, che spingono spesso la persona al cosiddetto "emotional eating", cioè alla ricerca di cibo dolce in risposta ad emozioni negative (es. tristezza, rabbia).

Per interrompere questo circolo vizioso occorre quindi dedicarsi alla cura di ogni aspetto della propria vita: alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura fresche, di stagione e, possibilmente biologiche; attività fisica giornaliera, piacevole e distensiva prima di tutto; riposo sufficiente secondo i bisogni del proprio corpo, rispettando un'ecologia del sonno che sia in sintonia con i ritmi della natura.